Pastorale e Ospitalità
14/09/2011 La Giornata di formazione per i Consigli di Direzione della Provincia nelle parole di Sr Agata Villadoro
(prosegue dalla homepage) ... per una giornata di studio e confronto dal titolo: La Direzione di un Centro in prospettiva pastorale.
Il relatore fra Marco Fabello, fatebenefratello, non ha certo bisogno di presentazione per noi del mondo “Ospedaliero”, è un “fatebenefratello D.O.C.”. Così, infatti, si può riassumere la sua lunga e intensa esperienza nella gestione di diverse tipologie di strutture sanitarie sia della Provincia Lombardo-veneta dei FBF, sia del Governo Generale dell’Ordine in qualità di Consigliere e Priore dell’Ospedale Isola Tiberina che dipende dal Governo Generale.
Il titolo della giornata ci risultava sorprendente e quindi stimolante. Come avrebbe il relatore coniugato l’attività di Pastorale con quella di Direzione? Specialmente se consideriamo che spesso ci risulta già difficile dare una definizione di Pastorale Sanitaria!
Fra Marco ha decisamente sfrondato tutte le nostre sovrastrutture ideologiche portando la riflessione alla semplicità che è propria di ciò che è essenziale, fondamentale, radicale.
Dunque proviamo a definire questo “essenziale” della Pastorale che Fra Marco ci ha presentato.
La prima proposta di riflessione è stata di dare uno sguardo disincantato e realistico sulla realtà sociale del tempo in cui viviamo. Una realtà da accogliere e da amare, senza farsi prendere dalla tentazione di nostalgie dei tempi passati. E quindi la costatazione che i nostri ambienti di cura e assistenza, pur essendo propri di strutture confessionali, cioè pubblicamente cattoliche, accolgono come malati e come dipendenti/collaboratori gli uomini e le donne di questo tempo, di questa società che, considerando tutte le sue sfrangiature, viene efficacemente definita “liquida”.
E’ questo dunque il contesto in cui i religiosi, e chi lavora con loro nella gestione dei Centri, sono chiamati a salvaguardare il senso e il valore del Carisma che hanno ereditato dai loro Santi Fondatori. E poiché sappiamo che un Carisma è per il bene della Chiesa e dell’umanità, ne consegue l’intrinseco dovere della funzione evangelizzatrice dell’Opera. Le nostre strutture, infatti, non avrebbero motivo di esistere se venisse meno questa funzione evangelizzatrice.
Ma cosa è l’evangelizzazione per chi opera in sanità oggi?
Qui Fra Marco ci ha destabilizzati. Ha infatti sviluppato il tema articolandolo sull’impegno di accompagnamento, di incontro, discreto, ma attento, cordiale che tutti, santi e/o peccatori, semplicemente in forza del Battesimo, siamo chiamati ad intessere gli uni con gli altri. E, nelle nostre Opere, tra religiosi/collaboratori e i malati, tra religiosi e collaboratori, tra collaboratori e collaboratori. Certo nella caratterizzazione propria dei vari e molteplici ruoli e competenze.
La Pastorale parte dunque da questa base di relazionalità autentica “da uomo a uomo”.
E poiché l’assistenza che ci caratterizza è integrale, olistica, ognuno (religioso o collaboratore) è tenuto a prendere in considerazione non solo i bisogni fisici, psichici, ma anche quelli spirituali della persona umana: sana e malata! E l’esempio, il modello, lo troviamo nel Vangelo: Gesù è osservante del rispetto per la persona “in toto”.
Ecco quindi che la Pastorale si riempie di tanti contenuti che in fondo si possono riassumere in un verbo: “ESSERCI con l’altro”. Sia malato che sano! Ed “Esserci” è verbo che in realtà compendia la nostra fede, poiché crediamo in un Dio che si è fatto uomo per stare con l’uomo.
Questo è dunque il fondamento su cui poi devono impiantarsi tutte le iniziative che esplicitamente esprimono la nostra identità religiosa: le celebrazioni religiose, le iniziative di spiritualità, le giornate di formazione, ecc. ecc. Fra Marco ce ne ha elencate un bel po’ ed altre le ha descritte nella scheda che ha distribuito al termine della giornata.
Riportare qualche espressione pronunciata da Fra Marco forse può rendere l’idea di questo messaggio semplice e intenso: “Faccio fatica a pensare ad un uomo senza pensare a Dio, e faccio fatica a pensare a Dio senza pensare all’uomo”. E un’altra che riguarda lo spirito con cui evangelizzare: “Oggi la Chiesa deve abbandonare ogni metodo trionfalistico e deve assumere quello del pastore che va a cercare la pecorella, …una ad una!”.
E allora Pastorale diventerà azione di tutta la struttura e non solo di alcune persone “specializzate” e dedicate al Settore. Il Settore, il Servizio, è certamente necessario (occorre, infatti, organizzare iniziative, coordinarle, ecc.) ma il responsabile del Settore (sacerdote, diacono, catechista, …) sarà significativo solo se opera sul fondamento che abbiamo descritto.
Questa sarà dunque l’attività di evangelizzazione, di Pastorale del Centro, ma sarà anche, e soprattutto, il vero senso e il vero valore di ogni Certificazione di Qualità perseguita e raggiunta!
Sr. Agata Villadoro
Alcuni dei partecipanti all'incontro riuniti nel parco di Villa San Benedetto Menni
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